Qualche considerazione di Legambiente Isola di Capri.

Il contributo di sbarco sostituisce l’imposta di sbarco che non potrà più essere riscossa dalle compagnie di navigazione per conto dei comuni.

Il gettito del contributo di sbarco è destinato per legge a finanziare in via prioritaria  interventi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, interventi di recupero e salvaguardia ambientale e poi anche interventi in materia di turismo, cultura, polizia locale e mobilità nelle isole minori.

Tra le possibili destinazioni del gettito del contributo di sbarco non sembrerebbe essere  prevista la promozione turistica che invece può essere finanziata dall’imposta di soggiorno.

Nel momento in cui la congiuntura geopolitica favorisce l’incremento delle presenze turistiche nel nostro Paese siamo convinti che il migliore attrattore turistico di un territorio sia quello della qualità dell’ambiente e dei servizi.

Sembra una svolta rispetto alla gestione dell’imposta di sbarco che, invece di migliorare la qualità dell’ambiente e dei servizi, ha impiegato importi di molti comuni compresi i nostri, soprattutto per una promozione turistica spesso autoreferenziale.

E’ opportuno che gli interventi finanziabili dal gettito del nuovo contributo, da destinare a sostegno dei servizi ecosistemici, ambientali e culturali e per migliorare i servizi collegati alla funzione turistica, siano organizzati con una pianificazione organica di area vasta comprendente tutta l’Isola di Capri.

Inoltre, la nuova legge prevede il caso in cui  “Il comune che ha sede giuridica in un’isola minore, e nel cui territorio insistono altre isole minori con centri abitati”, ma non prevede il caso di Capri (o come Ischia e l’Elba) in cui nella stessa isola ci siano più comuni, alcuni dei quali privi di collegamenti di linea navali ed aerei.

Quindi, stando al testo della nuova legge, con il contributo di sbarco potranno essere finanziati interventi solamente dal gettito del nuovo contributo applicato dal comune  di Capri,  dove si effettua lo sbarco dei passeggeri dei collegamenti di linea e dei vettori navali. Per assicurarsi entrate simili, anche se probabilmente minori, l’altro comune isolano, Anacapri,  potrà istituire l’imposta di soggiorno.

E’ auspicabile che il nuovo contributo sia applicato in misura utile per garantire la realizzazione degli interventi previsti dalla legge che tuttavia garantisca la concorrenzialità del territorio già gravato dal costo del trasporto marittimo. Ma è anche vero che secondo noi l’accordo che difficilmente si è portato a termine per la spartizione della tassa di sbarco dai due comuni isolani è un importante traguardo da non buttare in malora: è un primo importante passo per essere uniti nelle sorti di uno stesso territorio insulare.

E’ evidente che per gestire efficacemente il contributo di sbarco e l’eventuale imposta di soggiorno sarebbe necessario dotare l’isola di Capri di una sinergia  amministrativa sovra-comunale che, invece che ai i localismi ormai obsoleti, lavori ad una visione organica unitaria della gestione del territorio, dell’ambiente e dei servizi per popolazione residente e turisti.

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